La storia della FASI nasce nei primi anni Settanta, dentro una stagione intensa di mobilità, sacrifici e solidarietà. Migliaia di sardi, trasferitisi nel resto d’Italia per lavoro, studio e dignità, sentono presto il bisogno di ritrovarsi, di custodire lingua, cultura e relazioni, e soprattutto di non perdersi come comunità. Da questa esigenza profonda prendono forma i primi circoli e, con essi, l’idea che la somma delle energie potesse diventare una forza collettiva organizzata.
Il 1972, con il primo Convegno sull’emigrazione sarda ad Alghero, rappresenta il momento simbolico di avvio di un percorso unitario. È qui che matura la consapevolezza che l’associazionismo non può restare frammentato, ma deve dotarsi di strumenti comuni di rappresentanza. L’anno successivo, nel 1973 a Genova e Savona, nasce la L.I.C.E.S. – Lega Italiana dei Circoli degli Emigrati Sardi, primo coordinamento strutturato dei circoli sardi in Italia.
Il 1976, con il primo Congresso della Lega Sarda a Savona, segna il passaggio dalla spontaneità all’organizzazione: si consolidano organi dirigenti, si definiscono obiettivi politici e culturali, si rafforza il dialogo con le istituzioni regionali. L’emigrazione sarda non è più solo un fenomeno sociale, ma un soggetto collettivo consapevole.
Negli anni Ottanta la Lega Sarda cresce, si radica nei territori e si confronta con un mondo che cambia. Il 5° Congresso del 1989 a Bologna proietta l’esperienza dell’emigrazione sarda dentro l’orizzonte dell’Europa del 2000, anticipando temi oggi centrali: cittadinanza, mobilità, diritti, cooperazione culturale. È una fase di maturazione politica e culturale, in cui i circoli diventano presìdi identitari ma anche luoghi di proposta.
Il 1993 rappresenta una svolta storica: a Peschiera Borromeo nasce ufficialmente la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia – F.A.S.I., evoluzione naturale della Lega Sarda. La federazione assume una forma moderna, stabile e riconoscibile, capace di rappresentare unitariamente i circoli e di dialogare con la Regione Sardegna e le istituzioni nazionali.
Con il 1° Congresso FASI del 1994 a Roma, si definisce una nuova visione: la diaspora sarda non è più letta solo in chiave assistenziale, ma come risorsa strategica per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della Sardegna. Cultura, lingua, diritti, mobilità, partecipazione diventano i pilastri di una missione che guarda al futuro senza recidere le radici.
Negli anni successivi la FASI attraversa fasi di consolidamento, aggiornamento e riorganizzazione, accompagnando il passaggio dalla prima emigrazione del lavoro alle nuove mobilità giovanili, professionali e transnazionali. Cambiano i bisogni, cambiano i linguaggi, ma resta saldo il principio fondante: tenere unito il popolo sardo ovunque viva.
Il 7° Congresso del 2021 ad Assago, con lo slogan “La forza del nuovo e il valore dell’esperienza”, sintetizza questo equilibrio tra memoria e innovazione. La FASI rinnova i propri organi e riafferma il proprio ruolo in un contesto segnato da trasformazioni profonde, dalla pandemia alle nuove forme di mobilità.
Il 2025, con l’8° Congresso FASI ad Alghero, rappresenta un nuovo passaggio identitario. Sotto il titolo “A domo nostra – radici sarde e orizzonti nel mondo”, vengono costituiti i nuovi Organi Statutari e si rilancia una visione che tiene insieme appartenenza, diritti, servizi, cultura e futuro. La FASI si conferma casa comune dei sardi in Italia: una comunità organizzata che evolve, si rinnova e continua a costruire ponti tra l’Isola e il mondo.
Dal 1972 a oggi, la storia della FASI è la storia di un popolo che ha saputo trasformare l’emigrazione in coscienza collettiva, l’identità in progetto, la memoria in azione. Una storia ancora aperta, che guarda alle nuove generazioni con la stessa determinazione delle origini.

