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Il cinema sardo al Festival CinemAmbiente di Torino

Data dell'evento: 7 Giugno, 2026

“Cosa rimane quando il mare si muove” di Gaetano Crivaro al 29° Festival CinemAmbiente di Torino



Il cinema sardo ancora una volta protagonista nella sezione Made in Italy, vetrina delle migliori produzioni italiane.

Una riflessione sul turismo balneare e sul suo impatto sulle coste della Sardegna, osservato da una prospettiva insolita e necessaria: quella che guarda oltre l’immagine da cartolina. È questo il cuore di Cosa rimane quando il mare si muove (Italia, 2026, 67’), il nuovo documentario scritto e diretto da Gaetano Crivaro, selezionato nella sezione Made in Italy della 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, la più importante manifestazione italiana dedicata al cinema ambientale, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema.

Il film sarà proiettato il 7 giugno alle ore 18.15 presso il Cinema Massimo di Torino, alla presenza del regista. La proiezione è a ingresso gratuito.



Dopo aver ottenuto il riconoscimento come Miglior Film per l’Innovazione Cinematografica alla 44ª edizione del Bellaria Film Festival, il documentario prosegue il suo percorso nei principali appuntamenti del cinema italiano con un’opera che intreccia riflessione ambientale, osservazione antropologica e racconto sociale.

Oltre la stagione estiva
Come ogni anno, in Sardegna, i venti di maestrale e le prime piogge di settembre spazzano via la bella stagione. Con essa scompaiono chioschi, ombrelloni, lettini, canoe, tavole da surf e tutte quelle strutture che per alcuni mesi trasformano il litorale in una grande macchina turistica. L’aria si fa più fresca, le sedie vengono accatastate, i tavolini ritirati. Il paesaggio cambia volto.
Mentre studiosi e volontari cercano di raccogliere le tracce lasciate da un turismo sempre più massivo, il mare torna a occupare il suo spazio, quasi a voler riprendersi ciò che per una breve stagione gli è stato sottratto. È in questo tempo sospeso, tra la fine di un’estate e l’inizio della successiva, che si sviluppa il racconto di Crivaro.
“Cosa rimane quando il mare si muove” esplora il confine mutevole tra terra e mare, raccontando il lavoro stagionale nel momento in cui il lavoro non c’è, il controcampo dell’estate e la realtà di un territorio conteso tra esigenze economiche, fragilità ambientali e trasformazioni sociali.
Un viaggio lungo le coste dell’isola
Prodotto da ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico, AVISA – Antropologia Visuale in Sardegna e Ruga Film, con VIRAGES Films e la collaborazione di L’Ambulante APS, il documentario attraversa l’intero perimetro della Sardegna: da Costa Rei a Piscinas, da Cagliari ad Alghero, da Capo Testa a Orosei.L’opera restituisce il volto meno visibile dell’isola, lontano dai riflettori della stagione turistica, dando voce ai sogni, alle aspettative e alle incertezze di una generazione di lavoratori stagionali su cui grava il peso di un modello economico fortemente dipendente dal turismo.
Il regista Gaetano Crivaro, nato a Crotone nel 1983 e formatosi tra Italia e Spagna, vive in Sardegna dal 2013, anno in cui fonda il collettivo di ricerca L’Ambulante.Nel 2015 realizza El Vagon, cortometraggio sperimentale selezionato in numerosi festival e vincitore del Premio Visioni Sarde. Nel 2019 fonda a Cagliari la casa di produzione Ruga Film, con cui produce i propri lavori e quelli di altri autori. Tra le sue opere più recenti figurano il film collettivo Rondò Final (2021), presentato a Visions du Réel, il cortometraggio Piaga (2022) e il film a episodi Nella Colonia Penale (2025), selezionato alla Semaine de la Critique e premiato con il Marco Zucchi Award, oltre che al Trieste Film Festival con il Premio Corso Salani.Con Cosa rimane quando il mare si muove, Crivaro conferma la propria attenzione per i territori, le comunità e le trasformazioni contemporanee, offrendo uno sguardo poetico e politico su una Sardegna lontana dagli stereotipi, dove il mare continua a raccontare ciò che resta quando il turismo si ritira.

Enzo Cugusi


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